Mito dei Gemelli

      Mito dei Gemelli 

Castore e Polluce

I Miti Greci ben si collegano simbolicamente ai segni dello zodiaco aiutando a comprendere alcuni meccanismi energetici che accadono dentro ognuno di noi.

Il mito dei DIOSCURI, CASTORE e POLLUCE descrivono molto bene la Dualità energetica di questo segno zodiacale che si trova alla fine del momento primaverile con la massima energia della Forza-Giorno sulla Forza-Notte.

La storia narra che dall’unione di Leda con Tindaro e poco dopo l’unione con Giove nacquero due gemelli, il primo di natura mortale “Castore”, il secondo dall’unione di Leda e Giove di natura divina “Polluce”.

Il primo “Castore” è descritto nel mito come sanguigno e vitale, vittima del desiderio e delle brame, e per analogia rappresenta il “se inferiore”. Egli è soggetto agli egoismi e passioni, schiavo delle forze metaboliche terrestri; mentre il fratello “Polluce” è orientato verso il distacco da ogni brama, completamente libero dalle forze terrestri. Lo possiamo legare simbolicamente al “se superiore” di cui siamo conformati, e che cerca il superamento di questa realtà illusoria, proiettandosi verso il sublime, ai mondi superiori o mente superiore, mondo dei Concetti e dell’Arte.

 

 Nella storia Castore s’innamora di una donna e in un scontro ucciderà per errore il fratello di lei. A nulla valgono i tentativi di Polluce per salvare il fratello gemello, non ci riesce. Prima tenta di farlo ragionare ed allontanarlo da quella passione, poi tenta di aiutarlo nel combattimento. Ma Castore ascolta il suo sentire e il desiderio. Polluce, non vive questo lato della realtà, ma la chiarezza razionale.

 

Nel momento in cui Castore muore, Polluce scopre il dolore del suo “sentire” per la perdita del fratello, e sente di non poter vivere lontano da Castore, così invoca Giove che corre in suo aiuto.L’intervento del Divino Giove permette ai due fratelli di trascorrere metà anno nell’Ade (oltretomba) e l’altra nell’Olimpo (Luce), e siccome il gemello Polluce era detto “chiaro”, mentre Castore lo “scuro”, si dette loro il nome di “DIOSCURI”, che significa “figli dell’ombra e della luce”. Fu così che divennero i DIOSCURI, protettori della vita e della morte.

Quest’enorme esperienza dolorosa produrrà in Polluce, la “sintesi” dell’unione Cuore/Mente necessaria per la sopravvivenza e per l’equilibrio interiore.

Ai nati Gemelli viene dato il compito di “unire” ciò che sembra separato, ma soprattutto quello di raggiungere la meta della maturità, evolvendo la parte infantile in quella adulta, anche se questo costerà dolore. Infatti Polluce, solo dopo la morte del fratello,  si rende conto di questa separazione o dualità. Egli diviene cosciente delle loro diverse nature e prende consapevolezza dei due mondi che esistono nell’essere umano, la prima natura è la forza metabolica (terra) e la seconda natura la sublimità di pensiero (aria).

Da quel momento si operò in lui la sintesi ed il bisogno di trovare l’esperienza di uno nell’altro, cercandosi per realizzare l’Unità.Questo processo alchemico interiore rompe definitivamente lo schema mentale di sentirsi “separati” e solo così può esistere la Felicità.

In questo segno astrologico, abbiamo due tipologie:

  1. il tipo “Castore” ha curiosità affettiva, bisogno di consumare l’amore come flirt, si ferma ai preliminari, non matura l’innamoramento in amore, e non va a fondo nel rapporto, ma parte per un’altra conquista.
  2. il tipo “Polluce” è quello che rifiuta ciò che è passionale e razionalizza tutto, freddando l’istintività con l’intelletto.

In tutti e due i casi però abbiamo un atteggiamento “narcisistico” con comportamento di grande superficialità, e soprattutto tendono a non essere troppo coinvolti in ogni realtà di vita, perché richiederebbe un certo sforzo nel dover affrontare se stessi, e quindi crescere e maturare. Il limite del nativo Gemelli potrà evolversi quando imparerà ad indirizzare la capacità intellettiva non in senso narcisistico, ma altruistico, cioè realizzare il collegamento energetico tra il “se inferiore” cioè Ego Ignorante con l’Ego Evoluto, cioè “Sano Egoismo” che è il “se superiore”, viaggiare e muoversi collegato tra la vita terrena e quella celeste.

 

 

 

 

 

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