Fisica Quantistica

Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo, l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.

                                                                  Giordano Bruno

 

IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG WERNER

Il principio di indeterminazione, scoperto e definito da Heisenberg nel 1927 sconvolgendo profondamente la conoscenza scientifica dell’epoca, dimostra che l’osservazione di un fenomeno condiziona e modifica il fenomeno stesso. Letteralmente afferma che attraverso l’osservazione  non è possibile conoscere, contemporaneamente, sia la posizione sia la direzione in cui si muove una particella subatomica; sostanzialmente dimostra che:

Non è possibile conoscere la realtà attraverso l’osservazione

Questo principio compromette in modo inequivocabile la possibilità di utilizzare l’osservazione di un fenomeno come prova certa della sua verità. La verità, pertanto, può solo essere immaginata e considerata in termini di probabilità, perché quello che osserviamo non è la verità ma il risultato dell’interazione tra un fenomeno e l’osservazione del fenomeno stesso che non può non modificarlo.

Il fatto che sia scientificamente dimostrato che semplicemente osservando un fenomeno lo modifichiamo, è una cosa sconcertante. 

Sappiamo che una delle condizioni fondamentali affinché un fenomeno sia scientificamente accettabile è che sia osservabile: l’osservabilità è considerata la “prova” della sua esistenza. Ma se tutto ciò che è scientificamente accettabile è frutto di osservazioni e queste modificano quello che si sta osservando, allora non è possibile, e non lo sarà mai, conoscere la verità attraverso l’osservazione!

Questo principio ha segnato un profondo punto di svolta nella conoscenza umana. Il punto è che fino ad oggi si è pensato fosse applicabile solo ai fenomeni subatomici, in realtà quello che la scienza sembra rifiuti di accettare è che la sua applicabilità riguarda tutti i contesti nei quali esistano dei fenomeni e degli osservatori ai fenomeni stessi.

In medicina per esempio si è osservato in molteplici occasioni come le intenzioni di chi conduce un esperimento entrano a far parte dell’esperimento condizionandone il risultato. Molti scienziati si rifiutano di accettare questo fenomeno e lo ridimensionano a un semplice effetto della suggestione, in realtà non è così. Nelle ricerche medico-scientifiche più rigorose, per evitare interferenze causate dalle aspettative di chi conduce la ricerca, si segue un protocollo definito “doppio cieco”.

Questo protocollo significa che la ricerca viene condotta parallelamente su due gruppi di soggetti: a uno dei due gruppi viene somministrata la sostanza di cui si vogliono studiare gli effetti e all’altro gruppo viene somministrato un “placebo”, sostanza di nessun effetto. I pazienti non devono sapere che alcuni di loro prendono un placebo. Quando è possibile, la ricerca viene inoltre condotta in modo che ne i ricercatori, né i soggetti studiati sappiano cosa stanno ricercando e a quale  scopo, devono solamente seguire il protocollo.

Il fatto stesso che il doppio cieco esista prova che il principio di indeterminazione di Heisenberg è applicabile anche alla realtà quotidiana e non riguarda solo le particelle subatomiche. Ciò che condiziona un fenomeno non è solo il fatto che venga osservato: anche l’atteggiamento mentale e le aspettative di chi osserva intervengono su di esso, modificandolo; in realtà non è necessario osservare un fenomeno per condizionarne il comportamento, è sufficiente pensare ad esso. Del resto, se il comportamento di una particella subatomica cambia quando viene osservata, è ragionevole aspettarsi che qualsiasi struttura della materia, costituita anche da un numero estremamente grande di particelle subatomiche “aggregate”, sia a sua volta soggetta alle influenze dell’osservazione stessa.

Considerando le ricerche in doppio cieco come le più rigorose e attendibili la scienza indirettamente ammette l’applicabilità del principio di indeterminazione anche ai fenomeni macroscopici. Ammette esplicitamente l’influenza dell’osservazione e delle intenzioni degli osservatori su un fenomeno, come una ricerca scientifica, significherebbe però dover riconsiderare e mettere in dubbio la quasi totalità delle ricerche scientifiche compiute sulla base degli interessi di chi li finanzia, che non siano la pura e incondizionata ricerca della verità e di come funziona l’Universo e le sue leggi.

La scienza dichiara che tutte le ricerche devono rispondere al criterio della riproducibilità e che il fatto che le intenzioni di chi conduce un esperimento possano condizionarlo sono solo fantasie inaccettabili; tuttavia quando deve difendere le proprie “verità” è la prima a sfruttare maliziosamente il principio di indeterminazione di Heisenberg.  I portavoce della scienza ufficiale utilizzano lo stesso stratagemma anche per bocciare ricerche importanti come quella della memoria dell’acqua, che avrebbe permesso di accettare scientificamente l’azione terapeutica dell’omeopatia. Pensa che l’omeopatia, nonostante l’enorme diffusione, è ancora considerata dalla scienza ufficiale infondata, così come l’agopuntura. Non è un caso che oggi l’unica medicina definita ufficiale sia quella basata su sostanze chimiche brevettate da qualche multinazionale, e che qualsiasi terapia non basata su chimica brevettata sia considerata “alternativa”.

Riguardo alla riluttanza della scienza ad accettare qualsiasi tipo di cambiamento, voglio concludere riportando uno scritto di Heisenberg:

“…..quando nuovi insiemi di fenomeni inducono a cambiamenti negli schemi di pensiero…..perfino il più eminente dei fisici incontra difficoltà insormontabili. Poiché la richiesta di cambiamento degli schemi mentali può generare la sensazione che il terreno sfugga sotto i piedi…..Credo che a questo punto difficilmente le difficoltà possano essere sopravvalutate. Quando uno ha sperimentato la disperazione con cui intelligenti e concilianti uomini di scienza hanno reagito alla richiesta di cambiamento dei propri schemi mentali, può solo rimanere stupito che simili rivoluzioni nella scienza siano semplicemente state possibili”.

 

Dalla Fisica dell’Anima di Fabio Marchesi ci inoltriamo nella Legge dell’Attrazione per fare delle considerazioni……….Circa cent’anni fa, senza i vantaggi di tutte le scoperte scientifiche dell’ultimo secolo, Charles Haanel conosceva il modo in cui l’universo opera.

“La Mente Universale non è solo intelligenza, ma è sostanza, e questa sostanza è la forza che mediante la legge di attrazione aggrega gli elettroni così da fargli formare gli atomi; gli atomi a loro volta vengono aggregati per mezzo della stessa legge formando le molecole; le molecole assumono forme oggettive e così vediamo che la legge è la forza creativa dietro ogni manifestazione, non solo di atomi, ma anche di mondi, dell’Universo, di tutto ciò che l’immaginazione può concepire.”

L’energia dell’Universo vibra a una determinata frequenza. Essendo fatto di energia, anche tu vibri a una frequenza determinata da quello che pensi e senti in ogni momento. Tutte le cose che vuoi sono fatte di energia e anche loro vibrano. Tutto è energia. Quando pensi a ciò che vuoi emetti quella frequenza, fai in modo che l’energia della cosa desiderata vibri a quella frequenza e quindi l’attrai a te! Mentre ti concentri su quello che vuoi, modifichi la vibrazione degli atomi di quella cosa e la fai vibrare verso di te.

L’Universo è la scorta Universale e il fornitore Universale di ogni cosa. Tutto proviene da Esso e ti viene consegnato dalla legge di attrazione mediante, persone, circostanze e avvenimenti. Quando emetti la frequenza perfetta della cosa che desideri, attrai le persone, le circostanze e gli avvenimenti perfetti! L’intelligenza Universale che pervade ogni cosa ha messo in moto le persone, le circostanze e gli avvenimenti per procurarti l’oggetto dei tuoi desideri, perché così funziona le legge.

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