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Arcano 0 – Il Matto

    Arcano  0  –     IL Matto

La ventiduesima e ultima lamina, la più complessa e misteriosa del Tarocco, è l’unica priva di numero: mancanza che ricorda sotto molti aspetti la XIII, che non ha nome.

L’Iniziato, certo di aver raggiunto in un dato momento, grazie all’Arcano XXI l’agognata meta, si accorge con un po’ di amarezza mista a stupore che il suo cammino non è finito: le montagne che ha superato sono ormai lontane dietro le spalle ma dei nuovi sacrifici, delle nuove prove sembrano attenderlo. In lui si è verificata una improvvisa e agghiacciante trasformazione: l’adepto entusiasta, attento e puro del passato è qui diventato, quasi incredibilmente, un soggetto strano, bizzarro e irriconoscibile.

L’aspetto del personaggio raffigurato in questo Arcano è simile a quello di un vagabondo imberbe senza neppure troppi pensieri, ma nel suo abbigliamento, esaminandolo sottilmente, si notano i ben conosciuti colori rosso, verde, giallo, bianco e blu: nonostante le apparenze, non è privo di spiritualità, né di amore per il prossimo, di ragione, di purezza e di devozione verso il Cielo.

Un curioso copricapo verde, ornato da una piuma e provvisto, come quello di un buffone, di sonagli, gli nasconde gli orecchi e una parte della capigliatura rossiccia. La bacchetta magica del Mago (Arcano I) si è trasformata nel rozzo bastone da pellegrino di colore rossastro che ha nella mano destra, segno della spiritualità che anche in questo delicato  frangente continua ad accompagnarlo nell’ancora lunga strada. Con la mano sinistra stringe un altro bastone che appoggia alla spalla: esso sostiene un fagotto in cui sono custoditi tutti i suoi averi, di natura unicamente spirituale, come lascia capire il fiore rosso che da una nota ben precisa a questo simbolismo. Uno strano animale, una lince ringhiosa che raffigura le tentazioni, gli impulsi e l’egoismo, approfitta dell’indifferenza del “Matto” per spiccare un balzo e azzannargli i polpacci.

Ma egli procede ugualmente e va verso il suo destino con lo sguardo perduto nel sogno, incurante dei pericoli rappresentati dagli abissi che fiancheggiano lo stretto e tortuoso sentiero che percorre.

Il senso dell’Arcano 0 è totalmente opposto a quello che generalmente gli si attribuisce con un giudizio affrettato e superficiale.

Il “Matto” è l’ispirato ormai giunto alla saggezza suprema che passa indifferente tra la folla, rappresentata dal cane, che lo deride, sprezzante e stupida, dimenticando la vanità e le miserie della vita materiale. L’Anima si perde nello ZERO dell’Infinito prima di reintegrarsi nell’Unità divina rappresentata dal Mago Arcano I. Dunque l’uomo non deve temere nulla e marciare verso il suo destino, forte della sua fede e dei suoi ideali.

Considerazione astrologica

Questa lamina è davvero ambigua per fare una seria interpretazione e per questo va ricordato che ogni lamina non esprime altro che un avvertimento o consiglio , e che è saggio mettersi in ascolto ad essi senza farsi condizionare negativamente.

La condizione psicologica che esprime questa lamina la ritroviamo nel segno zodiacale che è lo Scorpione, che è il luogo più profondo e inconscio dell’individuo. In questa atmosfera di scoperta ricerca, l’individuo che estrae questa lamina si trova in estrema confusione con totale mancanza di lucidità. Questo porta come conseguenza, fallimenti, errori, colpi di testa fatali, cambiamenti repentini o pericolosi, inganni, rotture e aggressività ecc.

Se l’individuo saprà affrontare i latiombradi se stesso, facendosi aiutare con le forze dei suoi valori e ideali, potrà raggiungere la giusta RICOMPENSA poiché ha superato la PAURA DELLA MORTE. 

 

 

 

 

 

Arcano XXI – Il Mondo

     Arcano XXI  – Il Mondo  

Lo splendido simbolismo di questa XXI lamina il Mondo o la Corona dei Magi è di ordine universale perché racchiude in sé la ricapitolazione sintetica di tutti i concetti spirituali e materiali dell’intero gioco del Tarocco che l’Iniziato ha incontrato nel suo cammino.

LaVerità” oRegina dei Cielinon ha bisogno di veli. Essa è posta al centro dell’Arcano e sfiora appena una striscia verde e giallo-solare sotto di sé; la gamba sinistra è piegata dietro la destra, per formare il simbolo dello Zolfo, principio attivo dell’alchimia e principio generatore maschile, la transustanziazione dell’anima grazie all’ascesi.

Nella mano sinistra innalza la stessa bacchetta magica dell’Arcano I, il Mago, in cui sono raccolte le energie positive e negative superiori in suo possesso, espressione delle leggi immutabili della Natura alla quale tutto è sottomesso.

I quattro triangoli diritti e capovolti ai suoi fianchi ricordano gli elementi necessari a ogni creazione, il Fuoco, la Terra, l’Aria, l’Acqua e sono circondati dai simboli dei sette pianeti della Tradizione, il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.

LaVerità è come protetta dalla figura ovale dell’Ouroboros, il serpente-dragone alchemico di colore rosso che si morde la coda, anche questo segno della continuità, dell’eterno rinascere, dell’unione dei due principi opposti, il Bene e il Male, l’Alto e il Basso, la Luce e le Tenebre. Attorno a questa magnifica rappresentazione del trionfo della volontà dell’Uomo, una ghirlanda a forma di mandorla di foglie verdi appuntite e nervate di nero, simili al lauro della vittoria, pianta solare, (l’unione del Cielo e della Terra) e chiusa all’estremità superiore e inferiore da un nodo formato da un nastro rosso semplicemente incrociato, che significa lo spazio infinito, lo Zero.

Agli angoli dell’immagine spiccano quattro figure che compongono la Sfinge, neppure poi tanto misteriosamente riprese dagli Evangelisti: in basso, a destra, un Leone (Marco – Leone), il mezzogiorno, il solstizio d’estate, il mondo della materia e degli istinti che possono diventare spirito, la giustizia; a sinistra un bue (Luca – Toro), la sera, l’occidente, l’equinozio d’autunno, l’Uomo, il punto di partenza della sua evoluzione; in alto un Angelo Matteo (Acquario) la notte, il settentrione, il solstizio d’inverno, i valori supremi che devono spingere ogni azione e la fine di ogni evoluzione; un’aquila (Giovanni – Scorpione), l’oriente, il mattino, l’equinozio di primavera, le forze dell’anima sublimate dall’intuizione che, grazie alle sue ali, portano verso la divinità.

Sull’alto di questa lamina risplendono i dodici segni zodiacali. In basso, ai lati dei piedi della donna, a destra, la prima lettera dell’alfabeto ebraico “Aleph”, a sinistra l’ultima, “Tau”: il principio e la fine.

“Il Mondo” riunisce in sé macrocosmo e microcosmo e esprime il trionfo spirituale finale sugli enigmi della vita, la Rivelazione e la Rinascita che seguono il Giudizio (Arcano XX), la Reintegrazione e la Ricompensa.

Considerazione Astrologica

Questa lamina è la migliore descrizione della condizione che il consultante possa ritrovarsi a vivere, annuncia successo totale in ogni settore di vita, osservando in atto l’energia benevola che torna all’individuo che ha compreso le leggi dell’Universo e si è connesso col cuore. Esso ha realizzato la “presa di coscienza” attraverso molte sfide e prove che lo hanno reso forte e molto spirituale accettando qualsiasi difficoltà ed ostacolo con la FEDE e l’AMORE. Ora ha consapevolezza di come si muove l’Universo a livello energetico cioè in modo TOROIDALE, l’energia parte dal CUORE e torna al CUORE inondando nel suo passaggio frequenze di Luce e Amore. Per questo motivo EGLI E’ PRONTO AD ACCOGLIERE CIO’ CHE L’UNIVERSO GLI MANDA.

 

 

 

Arcano XX – Il Giudizio

  Arcano XX   –  Il Giudizio o Angelo

Un Angelo è graziosamente seduto su una nube bianca di forma circolare, dalla quale scendono verso terra dodici raggi arancioni, simili a lingue di fuoco.  Questo essere simbolizza indubbiamente la vita dello Spirito, grazie alle ali verdi e al vestito blu. Sul nastro rosso che gli cinge la fronte spicca l’emblema solare che indica la sua natura celeste. L’Angelo suona una tromba d’oro alla quale è appeso un drappo rosso diviso in quattro parti uguali da una croce bianca: ecco nuovamente i quattro elementi che permettono di trasformare la materia e che l’Iniziato deve saper dominare per risorgere e rinascere a una nuova vita.

Ai piedi dell’Angelo che separa i buoni dai cattivi, dai personaggi privi di veli, uomini e donne, ormai usciti dai loro sepolcri, ascoltano il suono della Tromba del Giudizio che li chiama a rendere del loro operato. Due di essi, in particolare, hanno il corpo color carne e come si può notare dal gesto estatico delle braccia e delle mani congiunte sulla testa, sono prossimi a raggiungere il Cielo: lo spirito dell’Uomo è ritornato libero, purificato dalla morte iniziatica. La loro ascesa è facilitata dall’aiuto di due uomini il cui corpo violaceo ricorda che sono ancora schiavi, per poco, della materia che li trattiene soltanto più per le estremità inferiori.

La resurrezione e l’immortalità della natura divina, che è in ogni essere, espressa dall’Arcano XX ricorda il mito della Fenice, l’uccello favoloso che, dopo essersi consumato in un rogo, rinasce dalle proprie ceneri. In alchimia, la fenice è infatti il simbolo della rigenerazione dopo il fuoco distruttore; è la cavalcatura degli Immortali, l’anima universale di Osiride.

La XX lamina del Tarocco indica dunque la resurrezione, il rinnovamento, il risveglio, sia sul piano spirituale sia nella vita di ogni giorno. E’ l’Arcano che simboleggia perfettamente lo Spazio, la vita moderna, il futuro, e per sua natura è associato alla forza di Urano positivo, la “Forza che libera” dai legami del corpo.

Considerazione Astrologica

Questo Arcano è un simbolo entusiasmante perché rappresenta un profondo risveglio spirituale e da la spinta verso un nuovo modo di concepire e vivere la vita. Rappresenta la classica occasione da cogliere al volo sia nella vita spirituale sia in quella materiale e affettiva. Annuncia l’arrivo, il ritorno o la partenza di qualcosa o qualcuno a cui si tiene molto. Questa lamina indica un periodo di grande movimento sia mentale sia fisico e soprattutto il momento ideale e felice per agire e intraprendere qualsiasi realtà.

Arcano XIX – Il Sole

  Arcano XIX  –  Il Sole

In questo Arcano troviamo l’iniziato che ha seguito il sentiero tra le due torri dell’Arcano XVIII la Luna ed è uscito dal misterioso e oscuro mondo della Luna, dunque ha dimenticato il passato. Eccolo ora prossimo al termine del viaggio: e il Sole illumina la via della sua Libertà.

Un uomo e una donna giovani camminano verso la gioia, sorridendosi, mano nella mano, in perfetta armonia. Questa coppia felice è l’opposto di quella negativa e diabolica rappresentata nell’Arcano XV Diavolo che sono legate a lui con delle catene.

L’unico indumento che li ricopre è un perizoma, rosso con il simbolo solare maschile-positivo per l’uomo, verde con il simbolo lunare femminile-negativo per la donna: la loro nudità, come l’unione dei due sessi è spirituale, sono diventati puri e, uguali l’uno all’altra, formano un unico essere nuovo perfetto.

Essi hanno spezzato la catena che li univa a Satana nella lamina del “Diavolo” (se lo riguardate) e che in questo simbolo si è trasformata in una corona di fiori ai loro piedi, il ben conosciuto  segno della protezione e della vittoria, il livello di coscienza raggiunto. Il muro circolare che si intravede alle loro spalle gioca un ruolo di protezione. E’ costituito da cinque (numero dell’Uomo) file di mattoni, i cui colori sono noti: rosso, la spiritualità, giallo la ragione, blu la fede. Raffigura le energie necessarie per compiere l’Opera.

Il Sole, benefico e caldo, oltre ad illuminare il muro con un evidente significato alchemico-filosofico, risplende sui capelli biondi dei due personaggi. La sua forza positiva di trasmutazione è concentrata nei ventiquattro raggi, dodici gialli diritti e dodici ondulati, rappresentazione dei dodici segno zodiacali e delle dodici case astrologiche, quindi della loro importanza su tutto il Creato.

Dal volto d’uomo posto al centro del disco irradia la luce della spiritualità e della saggezza di colui che conosce la Verità sacra. Questo Arcano consente all’essere umano di conciliare in se i principi opposti, gli indica la via della chiarezza e gli accorda la più grande fortuna se si pone in perfetto accordo con la Natura. Esprime la possibilità, se non manca la purezza di spirito, di ritrovare l’Eden, il Paradiso Terrestre.

 Considerazione astrologica

Anche in questo Arcano dopo quello delle Stelle XVII troviamo una frequenza vibratoria di “grande luce che risplende nel proprio destino”. Annuncia la fine di un periodo tormentato che ormai appartiene al passato. E’ un’Onda energetica assai positiva e illumina il sentiero evolutivo per chi è connesso con le leggi del Cosmo. Ora l’individuo ha chiarezza dentro di se e può davvero condividere la sua energia di Luce con la persona del cuore. Simbolo esoterico è “Fortuna”, il segno simbolicamente legato è Gemelli con elementi Aria e Fuoco che rappresentano la forza positiva e lo slancio vitale, il puro che si è separato dall’impuro che diventa LUCE.

Arcano XVIII – La Luna

    Arcano XVIII   –   La Luna

Il secondo astro che si incontra nell’ordinato esame degli Arcani maggiori è la Luna, il cui tondo colorato di blu (la Fede, la devozione), di bianco (la purezza) e di giallo (la ragione, l’intelligenza) aureola il volto di una donna dagli occhi chiusi e dall’aspetto sognante e un po’ triste.

In primo piano, un gambero di colore rosso vivo, animaletto che ben ricorda il satellite naturale della Terra per via dell’andare altalenante, cerca faticosamente di uscire da una pozza tonda di acqua stagnante (la palude dell’inconscio, la memoria dell’uomo) e di guadagnarne la riva da cui si snoda un sentiero di colore sanguigno che si perde all’orizzonte.

Due cani ringhiosi (o un cane e un lupo, secondo certi studiosi della Scienza Ermetica) sono posti ai lati del sentiero e impediscono al gambero, creatura primordiale dalla quale sembra risalire l’origine della specie umana e comunque simbolo delle forze vitali, di intraprendere il suo cammino (quello dello spirito).

Nello stesso tempo questi due animali, indici di due mondi opposti, simboli sessuali, materiali, sotterranei e diabolici, i Cerberiguardiani della Soglia” e guida nelle Tenebre, sembrano ululare alla Luna. Il cane bianco ricorda l’impensabile purezza di fronte alle meschinità; quello nero il buon senso e l’ordine che devono prevalere sulle cose irrazionali: questi sono gli elementi indispensabili all’essere umano per superare la prova dell’ignoto che ha sempre di fronte a sé.

Due torri massicce divise in tre corpi, simmetriche e opposte l’una all’altra, spiccano sul fondo di questa scena, su verdi colline: esse sono la chiara espressione dell’opera che l’uomo, con la sua forza interiore incrollabile deve compiere.

Questa lamina del Tarocco rappresenta il massimo punto dell’involuzione iniziatica che, se superata grazie ai lumi che accorda la conoscenza delle leggi del Bene e del Male, apre all’adepto la via dell’ascesi e della vera Vita.

Non a caso la Luna, nella Tradizione occulta, raffigura contemporaneamente la porta del Cielo e quella degli Inferi. La tristezza del volto della donna  sta a significare i pericoli delle stravaganze, dell’immaginazione disordinata e negativa, e di tutto ciò che è oscuro e confuso.

Considerazione astrologica

Entrando nell’interpretazione di questa lamina troviamo l’astro la “Luna” uno dei due luminari col Sole, che in questo Archetipo ben descrive le tenebre dell’inconscio in cui si trova l’individuo nel momento che si andrà a sincronizzare nella lettura personalizzata. Si respira una atmosfera di dubbi, incertezze, inganni, menzogne, incostanza, fluttuazioni emotive, calunnie, lettere anonime, nemici nascosti e tutto quello che si vive in una dimensione di oscurità e di estrema confusione. Questo Arcano segnala soprattutto profonda delusione e sconforto oppure una esistenza densa di segreti. E’ legato simbolicamente al segno del Cancro e all’elemento Acqua e al terzo chakra o plesso solare governato appunto dalla Luna.

 

Il

Arcano XVII – Le Stelle

Arcano_17_Le_Stelle       Arcano XVII   –  Le Stelle

 La lamina “La Stella dei Magi” è uno dei più dolci, benefici e positivi nella simbologia del “Libro di Toth”.

Descrive una donna dai capelli biondi e ondulati, nuda come nel giorno della sua nascita perché non ha nulla da nascondere, posa il ginocchio sinistro per terra. Un nastro rosso ferma sulla sua fronte la farfalla del mito di “Psiche” , il “soffio”, cioè l’anima umana e le sue metamorfosi secondo gli antichi (e simbolo della resurrezione, della rinascita secondo la moderna psicologia).

Questa serena fanciulla cosparge il suo seno con il liquido vivificante della sensibilità e dell’immaginazione (la forza lunare) che trae dall’ampolla d’argento, simile ad un alambicco, che regge con grazia nella mano sinistra. Con la destra, da un’ampolla dorata, solare, versa tra le sue ginocchia l’acqua della fecondità e dell’amore universale alla quale possono dissetarsi tutte le creature.

Nel cielo, sette stelle a otto punte, multicolori, recanti ognuna il simbolo grafico dei sette pianeti della Tradizione e disposte in modo simmetrico, circondano un grande astro che con la sua luce, come ai Re Magi venuti dall’Oriente, illumina all’uomo la via da seguire, quella dello spirito, e gli ricorda l’influenza delle forze del cosmo sugli esseri, sulle cose e sulle prove del destino.

Il semplice ma meraviglioso simbolismo delle “Stelle” esprime la speranza che non deve mai mancare nemmeno nei giorni più bui dell’esistenza: tutto si rinnova incessantemente, eternamente.

Considerazione Astrologica

La Stella del mattino la bella Venere legata al segno dei Pesci in posizione entusiasmante annuncia un destino felice con brillanti aspettative, accordando fortuna e gioia nel momento della lettura personalizzata dei Tarocchi. Tutte le prove o sfide della vita, gli ostacoli e le incomprensioni sono addolcite da questa onda energetica dolcissima e tenera. Questo Arcano simboleggia anche una nascita felice nella sfera sentimentale ma anche fortuna e buona salute, nonché segnala esperienze intime importanti. L’estrema delicatezza e dolcezza di questa lamina sostiene benessere e prosperità, imminente appagamento di speranze e desideri. Annuncia infine una nuova conoscenza nella sfera affettiva con un roseo futuro.

Arcano XVI – La Torre

Arcano_16_La_Torre                 Arcano XVI  – La Torre

Negli Arcani maggiori del Tarocco, la prima immagine di un edificio è questa torre dalle solide fondamenta e dalle numerose finestre, colpita da un fulmine proveniente dal Sole che ne causa il crollo della parte superiore, illuminata da bagliori bianchi, gialli, rossi e neri.

Il castigo divino su questa “Torre di Babele”, una delle sette meraviglie del mondo antico, coinvolge un uomo e una donna ma solo quest’ultima, che cade impudicamente perdendo il copricapo della falsa magia, come Lucifero, viene travolta dalle macerie. L’uomo infatti, ha ancora la corona sui capelli biondi e dunque può uscire indenne da questa brutta avventura: è vestito di rosso e calzato blu, è perciò cosciente della forza spirituale che lo protegge.

All’iniziato questa caduta ricorda molte cose. Egli, nel suo cammino, deve resistere alle influenze negative e lasciarsi guidare dall’intelligenza, se non vuole essere travolto dalle false credenze. Deve evitare la mancanza di ideali puri, la schiavitù dell’istinto e l’egoismo. La folgore è la manifestazione dell’intervento e del giusto castigo divino.

Nello stesso tempo, per l’uomo giusto, rappresenta una forza che distrugge e libera, mentre annienta il superbo.  La Torre è indubbiamente uno tra i simboli più impegnativi degli Arcani Maggiori, a causa dell’analogia con gli elementi Fuoco e Aria e particolarmente con le influenze negative del pianeta Urano, qui raffigurato nei segni del suo esilio e della sua caduta, il Leone e il Toro.

Considerazione Astrologica

La prima cosa che viene in mente in questa situazione è quella di vedere in opera l’energia negativa che distrugge perché egoica. Le nostre azioni dovrebbero essere fondate sul raggiungimento del bene o benessere comune e se non lo sono producono solo disarmonia così la folgore divina fa sì che le cose tornino allo stadio precedente, cioè in macerie ma armoniche.

Spesso intestardirsi su alcune realtà, la vita sregolata, la ricerca di emozioni forti, le relazioni amorose clandestine viaggiano su basse frequenze e allora per liberarcene occorre una forza potente ed è quella del pianeta Urano negativo che ci viene a liberare dai legami che ci tengono schiavi. Annuncia la rottura o la fine delle cose in modo immediato e drammatico.

Arcano XV

Arcano_15_Il Diavolo copia            Arcano XV – Il Diavolo

Nel suo cammino occulto, l’Iniziato si trova adesso a contatto con l’eloquente simbolismo del Male: deve perciò conoscere la terribile forza di Lucifero incarnata nel mondo materiale.

L’Arcano XV ha un ……diabolico fascino: non a caso è tra le lamine più commentate del Tarocco, sin dai tempi degli Egizi; essa anticamente intendeva rappresentare il becco di Mende, la divinità panteistica che sopravvisse nel “Bphomet” dei Templari.

 

Il “Satan” degli Ebrei è illustrato da una figura androgina che ricorda, fra l’altro, il dio Pan. Porta con sé i simboli dei quattro elementi dei quali è composto l’Universo e che, di conseguenza, domina e utilizza: la Terra, le zampe verdi; l’Aria, le ali azzurre e membranose, da pipistrello; l’Acqua, le scaglie sui fianchi; e il Fuoco, la testa rossa e barbuta simile a quella di un caprone, provvista di corna.

Tra la folta peluria che gli ricopre la parte superiore della fronte si nasconde un terzo occhio, un “chakra” o centro nervoso, sede del polo positivo. Sopra questo volto grottesco, il suo emblema infernale, quello della più infima magia, l’opposto della Teurgia: un pentagramma nero capovolto. La materialità è evidenziata infine dalla croce a tre braccia che splende sull’immagine.

Con la mano sinistra, d’uomo, il “Principe dell’Est” innalza il segno dei due organi sessuali uniti. Accanto si legge la parola “COAGULA” che vuol significare la “condensazione”, la riunione dei sessi maschile-positivo  e femminile-negativo. Con la mano destra regge una torcia levata verso l’alto, indice delle passioni divoranti, con a fianco la parola “solve”, separa. E’ seduto su una pietra cubica su cui è scolpito il numero 666, quello dellaGrande Bestia: è la materia che domina lo spirito, identificato nel cerchio sottostante.

Gli organi sessuali di Satana hanno la forma del caduceo di Mercurio, una bacchetta attorno alla quale si avvolgono in senso inverso due serpenti, maschio e femmina, ennesimi indice di antagonismo e di equilibrio. Ad essi sono incatenati due esseri nudi, un uomo e una donna dalla testa faunesca: Satana non può esistere e vivere che nell’Uomo, perciò ha bisogno di legarlo a sé.

Considerazione astrologica

Questa lamina a prima vista appare inquietante perché osserviamo nello stesso momento la potenza dei due aspetti opposti del mondo: il Bene e il Male. Ci ricorda la potente Forza scura che vive solo nell’animo umano e che ha potere sull’Uomo ancora dormiente alla coscienza. Questa lamina unisce il pianeta Marte con Plutone cioè denaro e potere, i valori su cui si fonda questa dimensione terrestre elettromagnetica in cui sperimentiamo la vita. Resistere alla sfida di autodistruzione incosciente può essere pura follia, ma è questo che dovremmo fare tutti, liberarci dai vincoli terreni che ci tengono schiavi e ciechi per accedere alle dimensioni superiori di Luce e Amore.

 

 

Arcano XIV – La Temperanza

Arcano_14_La_Temperanza       Arcano  XIV  –  La Temperanza

In questo Arcano è descritta una donna bionda ed è vestita in modo semplice con veste blu bordata di giallo coi risvolti verdi e rossi, i colori stanno a simboleggiare che Ella possiede una fede incrollabile, alta spiritualità e intelligenza, nonché benevolenza verso l’Umanità tutta.

Sulla parte inferiore della veste, che ricopre i piedi, si nota il disegno di un teschio di animale dal quale nasce lo schema cabalistico detto “l’albero della vita”, chiave di tutte le tappe dell’esistenza.

Le ali azzurre la rendono simile ad un angelo e ne esprimono la capacità di innalzarsi al Cielo, al di sopra dei problemi terreni. Con le mani regge due recipienti, due brocche: dalla sinistra, recante il simbolo lunare, versa nella destra, solare, l’acqua o “essenza della Vita”, trasformando così le energie negative in energie positive.

Questo gesto ricorda come la vita nasca sempre dall’equilibrio tra due forze contrarie. Il passato fluisce nel futuro, i benefici del Cosmo si espandono sulla Terra: è la eterna combinazione, l’eterno scambio di elementi.

A destra e a sinistra vi sono due animali, un’aquila azzurra, rappresentante lo spirito superiore, insieme celeste e solare, e un leone rosso, ancora indice del Sole, della luce, della forza, della giustizia, del verbo e della spiritualità interiore.

Sulla parte superiore della fronte di questa donna spicca il cerchio solare, il “terzo occhio”, l’occhio di SIVA il cui elemento è il Fuoco: è l’organo della percezione occulta, della visione interiore perfetta.

Al di là  di questa immagine, la cui serenità “tempera” l’Arcano XIII che la precede e quello che la segue, l’Arcano XV, risalta il grafismo della purificazione, l’Acqua sorgente di Vita, l’infinito delle possibilità, costituito da tre linee ondulate azzurre che ne confermano il distacco dalle cose materiali.

Questa lamina è generalmente considerata come simbolo dell’alchimia, e dice che tutto vibra, tutto oscilla, in alto come in basso: l’Iniziato deve raggiungere la pietra della conoscenza di queste forze, equilibrarle e imparare a moderare i desideri.

 

Considerazione astrologica

Questa Lamina dunque rappresenta il FUTURO, ed è quindi simbolicamente legata al pianeta URANO che in questo momento transita in Ariete, illuminando la mente degli Esseri Umani a volgere lo sguardo e le energie verso un futuro costruttivo e proficuo, ricordando che facciamo parte del Corpo dell’Umanità in quanto cellule, e quindi i nostri simili sono nostri fratelli e sorelle, e dunque gli altri sono il nostro specchio su cui riflettere le energie del nostro cuore….

 

 

 

 

Arcano XIII – La Morte

Arcano_13_La_Morte         Arcano  XIII  –  La Morte

Uno strano scheletro, rivestito di corazza e di elmo, cavalca in una prateria impugnando una falce nella mano destra. Il simbolo di questo Arcano, che nelle lamine antiche non ha nome (da qui la sua definizione secondaria “L’Innominato”: correttamente, nell’interpretazione pittorica non ricorre la parole “morte” sotto il  numero 13) non rappresenta altro che lo spirito, l’essenza più pura dell’uomo. Per materializzarsi, lo spirito deve rivestire la forma di un essere umano, dunque nascere, incarnarsi in questo mondo; deve poi morire nel corpo fisico per rinascere.

Il tredicesimo Arcano maggiore col suo strumento, la falce, raffigura uomini e donne, re e miserabili, peccatori e santi, raffigura ciò che è inesorabilmente necessario per la liberazione e per il proseguimento dell’Opera.

Riecheggiano qui gli insegnamenti del “filosofo dei filosofi”, Ermete, il “tre volte grande”.

 Tu separerai il sottile e il denso….Esso sale dalla Terra al Cielo e ridiscende dal Cielo alla Terra. E riceve la forza delle cose dall’alto e dal basso…..”.

Niente è più certo del fatto che l’essere umano deve morire. Ma che cosa è la morte? Nei dizionari, con una semplicità lapalissiana è definita come la cessazione della vita. Essa ha un inizio e una durata, , dunque è un vero e proprio “processo, simile alla putrefazione alchemica, che distrugge al solo scopo di far rinascere”.

Questa legge naturale è ben conosciuta dall’esoterismo, che richiede la “morte” dell’aspirante ai misteri di fronte al mondo materiale, per dargli poi, grazie all’Iniziazione, una nuova Vita.

Sopra lo svolazzante mantello azzurro di questo cavaliere è spiegato uno stendardo viola, colore della temperanza (non a caso composto in proporzioni uguali dal rosso al blu i cui significati già ben conosciamo) che reca i segni del tempo, dello spirito di progresso, della trasformazione, rinascita e immortalità.

Il saggio sa che la morte, come fine, scopo, meta, non esiste, dunque la vede arrivare senza alcuna paura. La presenza di questo Arcano 13 non annuncia necessariamente la morte di colui che consulta il Tarocco, né di chi gli è caro, né forzatamente è indice di cattiva sorte.

 Considerazione astrologica

Questa Lamina è simbolicamente legata al pianeta Plutone che rappresenta la potente energia di vita e trasformazione profonda nell’animo umano. Ogni cambiamento e rinnovamento che si presenta nella vita è una ulteriore occasione per evolvere e liberarci dai limiti auto-imposti, per questa ragione non dobbiamo avere PAURA dei cambiamenti, poiché essi sono necessari per connetterci ai piani superiori d’esistenza di Luce e Amore Infinito……in questo momento Plutone in transito nel Capricorno dal 2008 fino al 2023 invita a modificare l’atteggiamento Egoico, che ci lega solo alle cose materiali (il mondo dell1%) dandogli un’importanza eccessiva, mentre si dimentica  dell’altro mondo, quello spirituale (il mondo del 99% il mondo invisibile ma che esiste anche se non lo vediamo coi nostri 5 sensi) che è inondato di LUCE DIVINA dove esiste GIOIA, AMORE e CONDIVISIONE……

Pace e Bene a tutti voi…